La mandorla è un alimento che, ormai da diversi anni, amo consigliare ai miei pazienti, anche se in sovrappeso o obesi; ha un alto contenuto proteico e contiene, in buona quantità vitamine del gruppo B, la vitamina E, la vitamina C, grassi insaturi, fosforo, potassio, rame, magnesio, ferro e calcio. Contiene, ancora, l'emulsina enzima che favorisce la digestione dei cereali e dei cibi ricchi di amidi. |
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FLEBOLOGIA
La flebologia si interessa delle malattie del sistema venoso.
La malattia varicosa, oggi, è sempre più frequente in relazione all'aumento della vita sedentaria.
E' una malattia sottostimata, ma probabilmente una delle più diffuse nel genere umano; possiamo affermare che le attività lavorative di tipo sedentario, favoriscono sicuramente l'evoluzione di una patologia a predisposizione comunque genetica.
I vasi venosi grazie alla presenza di valvole che frammentano la colonna gravitazionale ematica, favoriscono il deflusso sanguigno verso il cuore.
Se le valvole non svolgono correttamente la loro funzione, il sangue ristagna provocando la dilatazione delle vene che quindi diventano varicose. Vengono invece definite teleangectasie le piccolissime dilatazioni venose di colore rosso-blu localizzate negli strati cutanei più superficiali e che non sempre sono l'espressione di una vera e propria insufficienza venosa.
L'istaurarsi della malattia varicosa è favorita dalla presenza di fattori concausali tra cui familiarità, tipo di attività lavorativa, gravidanze (i parti e gli aborti ripetuti e l'uso di estrogeni, hanno un ruolo determinante), obesità.
Per trattare i problemi del sistema venoso ci sono diverse opzioni: misure conservative, quale ad esempio la compressione elastica e metodi "correttivi", non chirurgici quale la metodica E.S.E.C. eco sclerosi emodinamica conservativa, la scleroterapia tradizionale e infine la chirurgia. Spesso i migliori risultati si ottengono con una combinazione di queste diverse metodiche.
La scleroterapia, oggi, in versione più moderna, in schiuma (foam o scleromousse) può essere utilizzata sia per il trattamento delle varici che delle teleangectasie. Utilizzando un ago molto sottile viene iniettato nelle vene un liquido con azione irritante sulla parete interna (endotelio) del vaso, che ne provoca la chiusura e il successivo riassorbimento.
Questa procedura viene utilizzata in una fase precoce prevenendo ulteriori complicazioni.
Possono essere necessarie diverse sedute per ciascuna regione venosa, dopo una seduta si può tranquillamente tornare alle proprie attività, anche se potranno essere prescritti dei bendaggi e calze elastiche da indossare per alcuni giorni anche al fine di accelerare il processo di riassorbimento delle vene.
La chirurgia viene utilizzata di solito per il trattamento di varici di grosse dimensioni.
Le tecniche chirurgiche includono la legatura e sezione della vena safena varicosa e la sua asportazione (per il segmento di coscia) mediante stripping; questa tecnica, messa a punto circa un secolo fa da Babecoock, prevedeva il distacco della vena varicosa dalla sua giunzione con la vena femorale, previa legatura e sezione di tutte le sue collaterali inguinali.
Indipendentemente da quale tipo di trattamento venga utilizzato, il successo dipende dall'attenta e accurata valutazione emodinamica del problema (ecocolordoppler venoso) da parte di un flebologo esperto che dovrà valutare le condizioni del caso e consigliare le indagini diagnostiche più appropriate e decidere, in accordo con il paziente, quale tipo di trattamento adottare.
Per prevenire l'insorgenza delle vene varicose e per ritardarne l'eventuale comparsa nei soggetti particolarmente predisposti è necessario adottare alcune precauzioni come l'attività sportiva, l'abbigliamento e le calzature comode, l'utilizzo di calze elastiche, l'alimentazione corretta, i massaggi linfodrenanti, idroterapia e il riposo.
Il movimento e l'attività sportiva sono molto importanti per prevenire l'insorgenza delle vene varicose. Tra gli sport più indicati la bicicletta o la cyclette, il nuoto e l'acqua-gym.
Questi sport contribuiscono a mantenere le gambe snelle, ne tonificano la muscolatura ma non le affaticano particolarmente in quanto durante l'esercizio le gambe oltre al movimento non devono sostenere il peso del corpo stesso, a differenza del footing per esempio.
Le calzature devono essere necessariamente comode, avvolgenti e con un plantare anatomico che distribuisca uniformemente il peso del corpo su tutta la superficie plantare, vero e proprio cuore di spinta del sistema venoso dell'arto inferiore.
Per la donna un tacco a base piuttosto larga di altezza compresa tra i 4 e i 6 cm risulta particolarmente vantaggioso rispetto a scarpe senza tacco o con tacco alto.
Un plantare particolarmente morbido ed elastico contribuisce, durante la marcia, alla spremitura verso l'alto del sangue contenuto nel piede facilitando il ritorno venoso.
L'abbigliamento deve essere particolarmente comodo evitando indumenti che stringano particolarmente a livello di cosce e addome.
Jeans elasticizzati e stretti specie a livello delle cosce e dell'addome vanno evitati accuratamente in favore di indumenti più comodi.
Vanno evitati inoltre tessuti molto caldi specie se durante la giornata ci si muove poco e si staziona comunque in un ambiente caldo .
Le calze elastiche della prima classe di compressione, graduate, in microfibra sono l'ideale per contenere la dilatazione delle vene ed il gonfiore delle gambe in quelle persone che, per il tipo di attività lavorativa che svolgono, rimangono a lungo in piedi .
L'alimentazione è un altro aspetto particolarmente importante. Deve essere una alimentazione bilanciata ricca in fibre vegetali e frutta e che prevede l'uso di corrette combinazioni alimentari come nel metodo E.D.I. Educazione Dietetica Integrata. Le fibre vegetali evitano la stitichezza che contribuisce, nel tempo, all'insorgenza delle vene varicose.
Quasi tutti i tipi di frutta, in particolare l'ananas, il mirtillo, l'uva, le castagne, gli agrumi, contengono sostanze vegetali chiamate flavonoidi che contribuiscono al mantenimento del tono muscolare della parete venosa e ne limitano la tendenza allo sfiancamento. Molte di queste sostanze sono presenti nella maggior parte dei farmaci utilizzati per la cura delle vene varicose.
Anche se oggi non c'è una reale differenza tra farmaci flebotonici e fitoterapici, vista l'assoluta assenza di studi riportanti evidenze cliniche di studio a favore di ciascuna delle due branche.
Molte donne si sottopongono a massaggi linfodrenanti per la riduzione del gonfiore alle gambe.
Questi massaggi sono particolarmente efficaci se il gonfiore è dovuto a ritenzione idrica o congestione dei vasi linfatici.
Altro trattamento, l'idroterapia prevede l'immersione delle gambe in acqua tiepida e fredda; è un rimedio conosciuto sin dall'antichità per alleviare i disturbi causati dalle vene varicose.
L'acqua, meglio se in movimento (idromassaggio) effettivamente esercita una azione di contro pressione sulle vene e simula l'azione di una calza elastica a compressione graduata, l'acqua fredda tonifica la muscolatura delle vene, ne riduce il calibro e contribuisce a facilitare il ritorno venoso.
Lunghe passeggiate con le gambe immerse in acqua fino all'inguine sono salutari per chi soffre di problemi legati alla presenza di vene varicose.
Non dimentichiamo il riposo. Sono sufficienti 30 minuti in posizione sdraiata, possibilmente dopo mangiato e con le gambe leggermente sollevate per defatigarle e ridurre la tendenza al gonfiore.
LINFOLOGIA
La linfologia studia il sistema linfatico e le malattie ad esso correlate.
Possiamo considerare il Sistema Linfatico, un sistema di drenaggio attraverso cui una gran parte del liquido interstiziale viene veicolato nel torrente circolatorio, un Sistema di flusso la cui funzione, è quella di trasporto linfatico, e che svolge inoltre un ruolo fondamentale in ambito immunologico.
Il Sistema Linfatico è collegato con la Sostanza Fondamentale dalla quale prende il via il trasporto della linfa verso il sangue; ne consegue che la condizione in cui si trova il connettivo interstiziale è un aspetto determinante che condiziona l'integrità della funzionalità del sistema linfatico stesso.
Qualsiasi modificazione del Mesenchima connettivale può, allora, essere all'origine dello squilibrio del drenaggio linfatico fino al torrente sanguigno.
Nel Sistema linfatico circola liquido interstiziale che proviene dal drenaggio del liquido extracellulare, con flusso lento.
Tale percorso in condizioni fisiologiche, è legato a fattori quali la contrazione della muscolatura liscia delle pareti, dalla vis a tergo e vis a latere, che permettono gradienti pressori che assicurano il movimento della linfa fino alle vene succlavie.
Le sostanze contenute nella linfa prodotta dall'organismo comprendono principalmente proteine, lipidi, enzimi etc.
L'edema è legato ad uno squilibrio tra assorbimento e filtrazione, con conseguente rallentamento fino alla stasi linfatica.
Può essere dovuto a lesioni o a disfunzioni (quali lo spasmo) del sistema linfatico, con riduzione del drenaggio o sovraccarico per troppo liquido.
L'edema può istaurarsi per insufficienza della pompa muscolare del polpaccio o per lesioni od ostruzione delle vie linfatiche o per malattie cronico-infiammatorie, flebolinfedemi e flebiti.
Essendo i vasi linfatici un'importante via di deflusso del liquido extracellulare dei tessuti, i meccanismi che provocano l'edema, possono essere relativi ad un aumento della pressione idrostatica sanguigna per un ostacolo al passaggio del sangue nel sistema venoso, oppure ad un blocco linfatico, dovuto ad un trauma o ad una compressione dei vasi linfatici dall'esterno; ancora, ad un'alterazione della microcircolazione tissutale con aumentata permeabilità capillare.
L'edema infiammatorio, ricco in proteine, è provocato da svariati fattori chimici tra cui alcuni enzimi che hanno la capacità di rendere inattive sostanze quali la dopamina e la noradrenalina. Accanto a questi enzimi, sembra affiancarsi anche l'azione di stimolo del LPF - Lymph Permeability Factor - che aumenta la permeabilità capillare.
Possiamo definire, quindi, il Sistema Linfatico come una entità che interessa in ugual misura sia la microcircolazione che l'interstizio, unità dinamica questa, che fornisce risposte funzionali in relazione alle molteplici e mutevoli esigenze dei due ambienti che la compongono.
Grazie alla odierna conoscenza microscopica dei componenti del tessuto interstiziale, quali fibre collagene e rete perifibrillare, oltre che dei processi di neoangiogenesi, che si realizzano in condizioni di alterata funzione del sistema linfatico, possiamo riconoscere all'interstizione nella sua peculiare finzione, il ruolo di vero e proprio "network biologico" in grado di collegare cellule dei vasi e componenti nervose vicini.
Nella matrice si realizzano, quindi i vari processi immunitari, rendendo quindi tale comparto, sede iniziale di tutte le patologie acute, croniche e degenerative.