Fra le bioterapie sinergiche la più efficace è l'omotossicologia, che si differenzia dalla omeopatia classica sia perché utilizza farmaci complessi, sia perché si basa oltre che sull'analogia dei sintomi anche sull'analogia della sindrome morbosa.
Secondo l'omotossicologia ogni manifestazione vitale (stato di salute o manifestazione di malattia) è basata su trasformazioni di composti biochimici.
L'organismo è un "sistema di flusso" in cui le sostanze entrano sotto forma di cibo, aria, veleni etc.., reagiscono con gli elementi del sistema, si trasformano ed infine abbandonano nuovamente l'organismo.
Sostanze compatibili non alterano l'equilibrio del sistema, sostanze tossiche invece, provocano un insieme di disturbi ovvero meccanismi di difesa messi in atto dall'organismo stesso.
La malattia quindi è l'espressione di sistemi biologici difensivi attivati contro sostanze tossiche interne ed esterne.
La difesa contro le omotossine, sostenuta dal grande sistema difensivo, è caratterizzata da diverse fasi.
Tuttavia, se questi processi anti-omotossici sono disturbati o soppressi nel loro regolare decorso, può verificarsi il fenomeno della re-intossicazione.
Le omotossine, infatti, possono attaccare altri tessuti dando origine a nuove malattie.
Questo fenomeno di trasformazione da una malattia ad un'altra prende il nome di vicariazione (progressiva o regressiva).




