
Storia dell'omeopatia e ruolo dei siciliani sulla sua pratica
PARTE I
L'omeopatia, insieme ad altre bioterapie, sta vivendo oggi, in Italia, un momento particolare, grazie al fatto che il 18 maggio di quest'anno, a Terni, la FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri), l'ha considerata "atto medico" indicandola nelle "linee guida sulle Medicine non convenzionali"
Possiamo, quindi, finalmente parlare di tecniche terapeutiche integrative e complementari più che di medicine alternative.
Ma parliamo di Omeopatia! Omeopatia, non ..."cura con le erbe"...
Nel 1755, nasce in Sassonia, Cristian Samuel Hahnemann. Doveva essere proprio un bel tipo se, come ci raccontano nelle sue biografie, all'età di 12 anni lo troviamo a sostituire il suo professore a lezioni di greco! E ancora, a 25 anni, perfetto conoscitore, oltre che della lingua madre anche del latino, greco, italiano, spagnolo, francese, inglese, arabo, ebraico e caldeo.
Per mantenersi agli studi di medicina traduce libri in inglese e francese! Niente male, vero?
Nel 1779 si laurea in medicina, divenendo in breve tempo un grande medico, chimico e botanico.
Nel 1790, nel verificare la legge di inversione dell'effetto delle sostanze a seconda delle dosi, pose le basi della Medicina Omeopatica in contrapposizione con la terapia convenzionale del momento, che chiamò Allopatia. L'Omeopatia, quindi, secondo il suo ideatore, si basa sul principio per il quale le varie forma morbose vanno curate somministrando ai malati, in dosi infinitesimali (ecco una delle principali differenze con ..."la cura con le erbe" o fitoterapia) quelle sostanze che, se somministrate a soggetti sani, producono in essi, disturbi simili a quelli della malattia da curare. Già Ippocrate, in effetti, aveva costatato uno stato di fatto fisiologico nell'esistenza di un parallelismo di azione tra il potere tossicologico di una sostanza e il suo potere terapeutico. Hahneman verificò, sperimentalmente e scientificamente la deduzione di Ippocrate, "similia similibus curantur", constatando la necessità dell'usodi dosi infinitesimali. In Italia la culla dell'omeopatia fu Napoli (1820) e per attestazione del Dott. De Blasi (L'omiopatia alle prove - 1835 -), medico palermitano,i siciliani cominciarono a conoscere il trattamento omeopatico dai medici delle truppe austriache inviate nel 1821 dalla Santa Alleanza per sedare i focolai della rivoluzione separatista.
E ancora, la Sicilia e i suoi medici, al centro della scienza medica europea di quel tempo con una "Accademia di medicina omeopatica" che fu la prima di questo genere in Italia con una intesa attività dal 1844 al 1854.
Dott. Edmondo Palmeri




