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20/09/2011
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Omeopatia

Omeopatia...scienza antica?

Quando i pazienti richiedono l'opera del medico, non gli impongono un metodo di cura, ma desiderano soltanto la guarigione o il miglioramento delle loro sofferenze.

Essi non dubitano affatto che il medico, nel quale ripongono la loro fiducia, conosca a fondo tutti i metodi per guarire le loro malattie  e scelga quello che con maggior sicurezza e rapidità raggiunga lo scopo desiderato.

Dunque, accettano qualunque "medicina" purché li riporti ad uno stato di benessere, anche l'omeopatia pur conoscendola poco. Infatti è un' affermazione vicina al vero, che pubblico e medici spesso non conoscono veramente l'omeopatia : la si tiene in poca considerazione , la si dileggia magari, ma non si sa nulla dei principi su cui posa o dei vantaggi che ne derivano e spesso viene confusa con altre terapie come la fitoterapia con cui nulla ha a che spartire sia sul piano teorico che pratico.

L'omeopatia (dal greco omoios=simile e pathos =malattia) è una terapia che ha lo scopo di guarire o di sollevare i malati dalle loro sofferenze, somministrando loro rimedi  che, sperimentati sull'uomo sano, producono sintomi simili a quelli della malattia che si vuole combattere.

L'omeopatia applica, quindi, il principio della similitudine (similia similibus curantur), mentre la medicina tradizionale, accademica, applica il principio dei contrari (contraria contrariis curantur).

A scopo esemplificativo potremmo dire che l'omeopatia è assimilabile al concetto vaccinale, con la differenza sostanziale che la vaccinazione è eseguita con sostanze diluite, ma non dinamizzate.

Eppure l'omeopatia è una scienza antica; Ippocrate, il padre della medicina, dichiarava già:"la malattia è prodotta dai simili ed il malato ritorna alla salute per mezzo dei simili che gli somministrano"; venne poi Galeno che, contrario alle idee di Ippocrate, fece trionfare la terapia dei contrari.

Malgrado Paracelso ed altri avessero tentato di combatterla, quella dei contrari è stata la terapeutica più seguita ed insegnata nelle nostre scuole; le idee di Ippocrate  caddero nell'oblio e solo Hanemann, nato a Meissen nel 1755, ( considerato poi il vero padre dell'omeopatia) ha avuto il merito di farle rivivere; parallelamente nello stesso periodo Jenner, medico scozzese, ideò il primo vaccino che permise di sconfiggere il vaiolo.

Egli aveva, infatti, trovato e sperimentato un metodo terapeutico per il quale era necessario usare dei medicamenti trattati in un modo diverso dal solito e, avendo scoperto le virtù curative di sostanze, ritenute fino ad allora inerti, tipo la silice, il sale, l'oro, seguiva con esperimenti continui il suo concetto per dimostrare la verità a se stesso e agli altri; verificato e consolidato  il concetto che il medico deve guarire la malattia con le sostanze che producono i sintomi nell'uomo sano, Hanemann stabilì due principi importanti:

l'individualizzazione del paziente e l'individualizzazione del rimedio.

Nell'osservazione del malato, egli notava scrupolosamente tutti i sintomi soggettivi ed oggettivi senza timore di scendere nei minimi dettagli, dato che lo scopo è arrivare a somministrare il medicamento più "simile", ovvero il "simillimum".

La scelta del rimedio omeopatico è forse il momento più delicato e difficile; mai come in questo momento il giudizio del medico deve essere lucido e sereno, senza preconcetti, e mai affrettato.

Studiare l'individualità di ciascuno, significa mettersi in condizioni di poter stabilire qual è il rimedio da somministrare in quel momento, che non sarà, anche data una stessa malattia, lo stesso per ciascun malato, né lo stesso in tutto il decorso del morbo.

Poiché la malattia decorre diversamente da individuo a individuo, è logico che la ricerca del rimedio per ciascun organismo e per ciascuna fase della malattia deve essere appropriata.

Esiste un testo: " la materia medica omeopatica" che riporta tutti i sintomi per ciascun rimedio noto e la conoscenza profonda di essa  è necessaria al medico per stabilire il  rimedio più idoneo, che ha uguale importanza se non maggiore , della diagnosi clinica.

È l'esatta individuazione del rimedio che porta alla guarigione rapida del malato e questo è spesso più difficile che fare la diagnosi clinica.

L'omeopatia stimola la capacità del nostro corpo di ripararsi e di ripristinare un ordine dinamico che la malattia aveva modificato; le manifestazioni che passano sotto il nome di sintomi sono gli effetti del disequilibrio creato dalla malattia stessa.

Ristabilire la salute, per l'omeopatia, non significa quindi eliminare i sintomi che angustiano il paziente, ma ristabilire l'integrità e l'equilibrio psicofisico dell'essere umano.

L'omeopatia ha un effetto particolarmente felice sui bambini, perché la loro energia è fresca e potente e non ancora devastata dalle influenze della vita e dei farmaci.

In senso stretto possono essere chiamati omeopatici solo i rimedi che rispondono a due condizioni ben precise:

-         sostanze  diluite e dinamizzate

-         sperimentate sull'uomo sano

Cosa si intende per dinamizzazione?

I medicamenti omeopatici si ottengono sottoponendo ciascuna delle diluizioni successive della sostanza base ad un procedimento detto "dinamizzazione" consistente in un numero ben determinato di scosse o succussioni.

Come si somministra il rimedio omeopatico?

Scelto il rimedio si dovrà  scegliere la dinamizzazione più corretta; il medicamento deve adattarsi a quella persona o a quel quadro sintomatologico che di quella persona è l'espressione patologica.

Tuttavia la somiglianza "SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR" non deve limitarsi alla sintomatologia del farmaco ma anche alla sua dinamizzazione, espressa dalla sigla che segue il nome del medicamento, ovvero alla potenza terapeutica del rimedio.

Ogni malato ha quindi il suo farmaco, ma ogni malato è diverso, ha le sue vibrazioni personali, quindi deve avere un farmaco dinamizzato in modo tale che le sue vibrazioni collimino nel limite del possibile.

Se ciò si verifica assisteremo ad una guarigione " rapida, dolce e duratura".

Per concludere possiamo aggiungere che l'omeopatia è un sistema terapeutico adatto a tutti e, contrariamente a quanto molti credono, è conciliabile con qualunque altra terapia anche farmacologica ; sarà utilissima nel trattamento delle patologie acute  stagionali e tanto più rapida nel conseguimento dei risultati, quanto più tempestivo sarà stato l'intervento.

Dott.ssa Rossella Intorno