Benessere, un termine entrato nell'uso quotidiano e senz'altro abusato, è quasi diventata una di quella strane parole con cui si vuole abbracciare un regno dei sogni quasi infantile e da favole.
Una specie di sogno irraggiungibile al quale si tende e si aspira per evadere dalla propria quotidianità.
II concetto di benessere, oggi, si concretizza in una moltitudine di operatori e cultori che per convinzione o per convenienza, abbracciano, a volte praticano, e spesso propongono diverse terapie e tecniche, le più varie e a volte strane, alla ricerca del tanto promesso benessere, contrapposto al malessere che potremmo anche definire mal dì vivere o insoddisfazione, incapacità a vivere con gioia il proprio stato.
In effetti nella nostra, ormai strana, società sconfiggere il sempre più diffuso "mal di vivere", non é sempre agevole, poiché questo si manifesta sotto mille aspetti che riguardano sia la psiche che il fisico, oltre che quello spirituale, per coloro i quali oggi ne tengono ancora conto.
E' forse la consapevolezza l'arma che invece ci può aiutare ad avvicinarci ad una condizione di soddisfazione; la consapevolezza, quindi la coscienza.
Ancora un concetto utopistico?
Non credo! Conoscere, essere quindi consapevoli delle insidie della nostra società, cercando di superarle e dove possiamo correggerle, approfittando degli strumenti, spesso positivi e utili, dell'ormai globalizzato mondo del benessere; tutto questo può essere indispensabile per la nostra crescita, per far sviluppare il Sé interiore, l'amico che sa tutto e che alberga dentro di noi.



